Scuola

  Argomenti di scuola e "contorni".

A me la SquOla nOn Mi PiAcE.pdf
Documento Adobe Acrobat 128.5 KB
A me la SquOla nOn Mi PiAcE.doc
Documento Microsoft Word 205.0 KB

Mie riflessioni sul pianeta scuola

A me la SquOla nOn mi PiAce :)(!

Aspetto vostri commenti, osservazioni, critiche, contributi. Vuole solo essere uno scambio, un tentativo di dibattito. Scaricate la versione in PDF o Word, e buona lettura.

Scrivi commento

Commenti: 13
  • #1

    Marilù (venerdì, 16 aprile 2010 10:19)

    Bravo a te Clemente, il sito è proprio bello ... ma l'articolo, forse, troppo lungo. Ho bisogno di un po di tempo per leggerlo, ma mi interessa molto. Ti farò sapere prestissimo. Marilù

  • #2

    Clemente (venerdì, 16 aprile 2010 22:21)

    Grazie Marilù,aspetto con ansia....il tuo "giudizio". Il tuo, è il 1° commento scritto su questa pagina e sull'intero sito. Grazie grazie, abbracci.

  • #3

    Adriana (domenica, 18 aprile 2010 01:49)

    Caro dottore, ho finalmente avuto un poco di tempo per leggere il suo tanto variegato quanto interessante articolo sula scuola. C'è poco da dire, Lei ha trattato in maniera egregia tutti gli aspetti di questo mondo, che nella qualità di genitore mi toccano in prima persona. Ho avuto a che fare con tanti, troppi insegnanti e con tutti gli ordini della scuola, ogni anno sculastico nuovo, abbiamo o la speranza o l'angoscia a seconda delle situazioni che rimanga l'insegnante di...o che vada via l'insegante di ...questo per me è stato il problema più grande. Non è possibile ogni anno cambiare insegnanti, anche perchè sono i ragazzi che ne pagano le conseguenze, ogni volta sono loro che devono adeguarsi a nuovi metodi. Se devo fare un bilancio sulla mia esperienza di genitore sulla scuola, posso affermare che la sua teoria troppo è male mi pare quella perfetta, la rincorsa a finire necessariamente i programmi da parte degli insegnanti, i ragazzi che vivono le ore di studio, invece che come un piacere verso il sapere e la conoscenza, hanno solo voglia di fare in fretta per dedicarsi a quelli che sono altri loro interessi, che spesso si riducono in un incontro con gli amici in piazza, per stare nei pub a giocare a carte. Sono della personale idea che alcuni insegnanti sono veramente dei missionari, ma sono poche le eccellenze, la maggior parte di essi sono demotivati e me lo lasci dire anche incompetenti, per non dire completamente inadeguati a fare questo mestiere. Quello che la scuola e la famiglia spesso dimentica è il punto centrale, cioè l'alunno, si creano barricate degli uni contro gli altri. La famiglia se la prende con gli insegnanti degli scarsi risultati dei figli o peggio del comportamento scorretto, e gli insegnanti giudicano i genitori accusandoli di non sapere educare i figli...Non deve essere così, bisogna insieme cercare di capire e puntare l'attenzione nei confronti degli alunni, facendo loro capire che scuola e famiglia sono complici e non nemici, è la stessa cosa che in famiglia il padre rimprovera il figlio, e davanti ad esso, la madre lo difende, sminuendo la figura dell'altro genitore e viceversa. La mia personale esperienza, non è del tutto negativa, ho sempre cercato di collaborare con gli insegnanti, come pure ho trovato insegnanti che mi hanno aiutato e collaborato nell'educazione dei miei figli, chiaramente tutto nel loro interesse. Arrivederci dottore, grazie per avermi dato l'opportunità di esprimere la mia opinione.

  • #4

    Nicola (domenica, 18 aprile 2010 01:53)

    02 aprile alle ore 17.27
    Ho letteralmente "divorato" il tuo articolo sulla "squola": ho letto le 12 pagine con interesse e grande condivisione, oltre che con grande ammirazione per le analisi che hai svolto. Complimenti perchè, a mio avviso, hai saputo sottolineare la grande importanza di mettere al centro della scuola e delle attività scolastiche il vero soggetto: l'alunno. L'uomo di domani. Che dovremmo educare, noi adulti tutti, soprattutto ad essere un uomo sicuro di sè e soddisfatto di ciò che sta facendo; affinchè ciò che egli sceglie di fare nella vita possa farlo veramente con passione ottenendo, di conseguenza, ottimi risuiltati.
    Bravo, Cleo !!!!

  • #5

    Rosalba (domenica, 18 aprile 2010 01:58)

    La scuola è parte integrante della comunità culturale, contesto educativo per eccellenza.
    Forse la causa di tanti scontenti è da ricercare nel fatto che è fortemente centrata a realizzare le condizioni necessarie che favoriscono l'apprendimento di vari contenuti.
    Lasciando poco spazio ad attività che permettono agli alunni di conoscere se stessi, i propri interessi, le proprie capacità. Forse non è attrezzata a fornire gli stumenti necessari per affrontare la vita.
    30 marzo alle ore 20.18

  • #6

    Mariarosa (domenica, 18 aprile 2010 02:02)

    03 aprile alle ore 19.59
    complimenti davvero!!!!!! Hai centrato in pieno, sempre chiaro come sempre. Mi sono tornate in mente le tue lezzioni (mi ricordo male o rafforzavi la zeta?) Lo farò girare nella mia scuola e secondo me tutti gli addetti ai lavori dovrebbero leggerlo e soprattutto metterlo in pratica. anocora complimenti e auguri. Ciao

  • #7

    Emanuela (domenica, 18 aprile 2010 13:02)

    Complimente Dottore! mi è piaciuto tantissimo...
    è vero, sia la scuola che la famiglia, non stanno attualmente fornendo gli strumenti per crescere, cosa peggiore neanche ci accorgiamo del danno fatto! Mi chiedo come i bambini potranno affrontare e risolvere i compiti di sviluppo che ogni fase della vita mette davanti...come ad esempio un adolescente possa essere in grado di costruire un'identità adulta quando da bambino gli è sempre stato detto di non essere all'altezza, o peggio ancora di non essere intelligente!? che considerazione avranno di sè gli studenti?
    Questo articolo permette senz'altro di prendere coscienza di quello che sta accadendo... ancora complimenti e auguri.

  • #8

    Rosalba (lunedì, 19 aprile 2010 01:07)

    18 aprile alle ore 22.33
    Ciao Clemente, ho cercato di commentare l'articolo della scuola sul sito ma si vede che qualcosa non funzionava, quindi ho deciso di farlo tramite mail.
    Dunque hai analizzato (intelligenza analitica?) esposto, proposto in maniera chiara, semplice ed efficace. Purtroppo la nostra scuola fa acqua e tanta, si va alla deriva e si mostra quotidianamente l'incapacità di organizzare qualcosa di fattivo e risolutivo. Ma tant'è, siamo ora in una fase di regresso una di quelle che il grande G.Vico ci mostrava nel corso della sua "storia ideale eterna".
    Se mi consenti, hai dimenticato di riportare, tuttavia, un altro particolare. Io lavoro in una scuola superiore e credimi mi piange il cuore la mattina vedere la fila di studenti davanti al "totem" sfilare col badge tra le mani. Il famigerato raggio infrarossi che rileva la presenza.
    Mio Dio mi dico, abbiamo toccato il fondo, tutti schedati come robot tra il ghigno soddisfatto del Dirigente che ha chiamato rai 3 Basilicata per il vanto d'essere stato il primo ad aver attuato una tale novità...imposta tra l'altro da quella "piaga" mandataci da Signore (scusa Signore) per espiare i nostri peccati (parlo di Brunetta). Non importa se lo studente "timbra" e poi ri-esce in cortile per la fumata o per la soddisfazione di aver deriso il..."totem". Ma questo è un particolare "insignificante".
    I progetti? Ci torturano l'anima! Per non parlare poi delle attività pomeridiane: palestra, teatro o ballo... poi nuovamente a scuola per quel corso... a pranzo un panino oppure una pizza... a sera sono talmente stanchi che a malapena si cena e poi a letto.
    Io proporrei dei laboratori di scrittura creativa e di ascolto., poichè credo che i ragazzi vadano innanzitutto ascoltati e sai, di esperienza di dico che hanno anche bisogno di ascoltare noi adulti raccontare, raccontare storie, le nostre, quelle degli altri, dei tempi passati...è una questione in fondo semplice. Si tratta di giocare come lo abbiamo fatto noi, per strada, liberi con pochi sassolini e una corda. Si tratta solo di giocare per crescere....
    Ciao Rosalba

  • #9

    Antonio Scommegna (domenica, 25 aprile 2010 22:25)

    Carissimo Clemente, devo confessarti che non ho ancora letto il tuo articolato intervento, ma prometto di leggerlo al più presto e inviarti le mie osservazioni. intanto ti invio un mio articolo scritto qualche mese fa.
    A presto Antonio

    LA SOLITUDINE DEI …… PROFESSORI

    Con il termine “Burnout” si designa quella sindrome che toglie le forze, il coinvolgimento personale e la soddisfazione nella realizzazione del proprio lavoro e nella professione. Perciò il burnout è stato molto studiato preferenzialmente nelle categorie sociali quali infermieri, assistenti sociali, insegnanti, preti categorie a rischio perché svolgono mansioni specifiche in cui sono molto coinvolti. Ultimamente anche in Italia, siamo sempre un po’ in ritardo, sono state fatte delle indagini sulla presenza di questo sintomo in alcune fasce sociali per avviare una ricerca e una riflessione sulle condizioni nelle quali si svolge oggi soprattutto l’insegnamento. Più precisamente, si è voluto indagare sulle ragioni che mettono in moto le crisi di persone che, dopo aver dato per anni una totale dedizione al proprio lavoro, a un certo punto si sentono senza energie, distaccate dal contesto e prive d’ogni entusiasmo. Quali sono le ragioni di questa crisi? Sicuramente una fragilità psicologica e l’inadeguatezza dei rapporti. Per cui sarebbe ora di riflettere su questo nuovo malessere, che coinvolge molti insegnanti, per prevenirlo e curarlo. La presenza e la caratterizzazione di alti livelli di esaurimento emotivo, depersonalizzazione e bassa realizzazione personale sono i sintomi subdoli ma che bruciano nella nostra fatica quotidiana e pertanto bisognosi di opportune misure di sostegno e di recupero. Molti insegnanti, davanti a ragazzi demotivati che si trascinano in un vuoto esistenziale, che ben sopportano il vuoto educativo dei genitori e che guazzano in un vuoto valoriale e diverso ormai dal nostro, non reggono più questa forte pressione emotiva e fisica pur coscienti di svolgere bene il proprio lavoro. L’insegnamento è vissuto spesso come un peso per la mole degli impegni che hanno burocratizzato tale professione, per le continue indicazioni ministeriali e riforme che nel nostro Paese hanno un inizio e non vedono alcun approdo e per l’esposizione ormai frequente alle situazioni di disagio umano e sociale degli studenti. Tutto ciò è spesso frustrante per gli insegnanti che vivono la spiacevole sensazione di offrire un “servizio” che non sembra corrispondere alla domanda reale della società scolastica e intanto richiede agli insegnanti lo stress di affrontare situazioni ormai imprevedibili e quasi mai programmabili. Altra possibile causa di burnout è il rapporto con l’istituzione ad ogni livello. Alcuni insegnanti ritengono che essa tenda a creare l’impossibilità a comunicare con quella parte che dipende dalla funzione manageriale dei dirigenti scolastici. Ciò aggrava la crisi di quegli insegnanti che s’interrogano sul significato del loro ruolo sempre più incerto e totalmente scollato nella società attuale. Secondo recenti studi possiamo dire che queste sono le cause individuate oggi dagli esperti: sovraccarico di lavoro, insufficiente gratificazione, il venir meno del senso di appartenenza alla categoria, percezione di un contrasto tra i valori propri e quelli in genere della società e di conseguenza degli studenti. Tanti insegnanti sono in crisi perché si ritrovano in una realtà completamente nuova rispetto a quella vissuta da studenti in una scuola molto rigida, severa e fortemente educativa in quanto si ritrovano a confrontarsi con allievi con poca voglia di studiare e con l’assenza ormai frustrante della famiglia. D’altra parte, pur avendo bisogno di aiuto, gli insegnanti sono restii a chiederlo sia per la sfiducia nell’Istituzione, sia per il pudore di chiedere che li porta a pensare che l’uomo adulto deve saper dare da solo soluzioni ai propri problemi. L’insegnamento deve riappropriarsi per la sua funzione educativa e formativa, del sostegno delle Istituzioni e della stima familiare e sociale. Questo auspicano caldamente tutti quegli insegnanti che in silenzio sperano contro ogni evidente speranza.

    Antonio Scommegna

  • #10

    Clemente Figliuolo (lunedì, 26 aprile 2010 01:10)

    Ciao Antonio, ho letto la tua "Solitudine ... dei professori", bellissimo articolo che condivido. S'innesta col discorso che ho fatto sui docenti nel mio articolone, quindi convergenza piena su questo delicato argomento. Un abbraccio e a presto.

  • #11

    Stefano Fragapane (lunedì, 10 maggio 2010 15:32)

    20 aprile alle ore 17.52
    ciao carissimo qui di seguito ti dico le mie idee sulla scuola:
    La scuola d'oggi è malata perchè è assurdamente burocratica. I presidi non possono vigilare sulla scuola perchè passano il tempo a riempire scartoffie, i maestri e professori idem. Per abbassare le spese si evitano le bocciature, e da come ha detto Prodi, si eviteranno ancora di più. Si sono inventati tirocinii per i futuri insegnanti che servono solo a spendere soldi e a far spendere soldi, allungando i tempi per lavorare.
    Sapete perchè in Italia ci sono le fughe dei cervelli? Parlo di ciò che conosco.
    I migliori alunni scappano perchè in Italia non sono apprezzati, perchè li martirizzano coi tirocini inutili. Se sei un matematico mezzo genio, all'estero di prendono immediatamente a stipendio pieno e ti pagano i primi sei mesi per fare il tirocinio esattamente come insegnassi. In Italia devi fare due anni e pagare mille euro a semestre. Ho due amici, laureati in matematica con 110 e lode che stanno pensando di trasferirsi all'estero. Se sei psicologo non ti fanno fare il tirocinio, un mio conoscente l'ha potuto fare perchè conosceva personalmente un primario, ma non si prendevano tirocinanti psicologi, solo psichiatri. Così non ti inserisci nel mondo del lavoro. Oltre a tutto i tirocinii non servono a nulla, aparte quelli medici perchè li fanno lavorare in ospedale. Per gli altri professionisti tanti altri drammi, commercialisti, avvocati ecc. non si possono inserire nel lavoro e così spendere e così pagare le tasse, perchè la burocrazia glielo vieta. Per il ramo scienze idem, una mia amica che non era valutata all'università è andata a NewYork è lì è diventata capolaboratorio.
    Il lavoro in Italia è boicottato dalla burocrazia, aboliamola e avremo meno spese e più lavoratori.
    E' un'indecenza la scuola di oggi fa schifo.i professori sono quasi tutti di 60 anni e hanno metodi del dopoguerra.
    Per non parlare delle strutture che stanno per crollare.

  • #12

    Anna (sabato, 08 marzo 2014 21:53)

    Caro zio Cleo, ho letto con grande interesse il tuo articolo. Hai mostrato, come sempre, tutta la tua esperienza e la tua sensibilità. Condivido pienamente le tue "ipotesi-tesi": rispecchiano profondamente la realtà. Ho svolto di recente un tirocinio in una scuola media e ho riscontrato diverse delle problematiche che hai rilevato. La scuola è oggi poco efficiente e funzionale: puntando più sulla quantità che sulla qualità rende la cultura pesante e poco fruibile. Bisognerebbe ascoltare maggiormente gli alunni, coinvolgerli e appassionarli.
    Aspettiamo il tuo prossimo articolo, zio!
    Ti abbraccio.
    La tua nipotina Anna

  • #13

    Clemente (sabato, 08 marzo 2014 22:52)

    Grazie Anna, bacioni a te nipotina mia.